La caccia al tesoro 2.0: il classico che non passa mai di moda
Vi è mai capitato di sentir dire che i libri cartacei, i vinili e i giubbotti di jeans sarebbero diventati roba da museo? Ci avete creduto? Ecco, nemmeno noi. Un classico resta sempre un classico, qualunque sia la moda del momento, quella che monopolizza l'attenzione di tutti per una stagione o due. Le cacce al tesoro sono il giubbotto di jeans del team building: piacciono, incuriosiscono, funzionano sempre.
Date pure un'occhiata al nostro portfolio: è l'attività che i nostri clienti prenotano più volentieri e non si stancano mai di richiedere, perché ha davvero tutto quello di cui un team building ha bisogno: è divertente, emozionante, fisicamente stimolante ma non troppo faticosa, gratificante, e permette alle dinamiche di gruppo di venire a galla e di risolversi in modo naturale. Certo, siamo fortunati a poter organizzare le nostre cacce al tesoro in una delle città più belle al mondo, ma il merito non è solo di Roma.
La caccia al tesoro: da classico dell'infanzia a pilastro del team building
Reinventare la ruota è una tentazione da cui nemmeno noi siamo immuni. Eppure, come vi dirà qualsiasi event planner con qualche anno di esperienza sulle spalle, a volte la soluzione più semplice, quella più ovvia, è anche la migliore. Le escape room hanno avuto alti e bassi negli anni (per la cronaca, a noi piacciono comunque), i corsi di cucina vanno forte in certi periodi, ma una caccia al tesoro ben fatta funziona sempre. Indizi, sfide, enigmi, una cornice geografica mozzafiato e squadre costruite con criterio: questa ricetta non fallisce mai.
Il motivo, in fondo, è semplice: al netto di qualsiasi altra considerazione, a tutti piace mettersi alla prova, specie se in modo divertente, e una caccia al tesoro ben progettata permette di fare esattamente questo. E non lo diciamo solo noi: gli studi sul coinvolgimento nelle attività aziendali mostrano che le attività di team building possono far crescere l'engagement fino al 30%, e le aziende che investono in questo tipo di iniziative registrano un aumento delle performance di squadra fino al 25%.

Come funziona una caccia al tesoro 2.0?
Ovviamente, noi abbiamo la nostra ricetta. Nascondere quattro bigliettini in un parcheggio e gridare "via!" non è una caccia al tesoro 2.0, è una festa di compleanno in terza media nel 1987. La nostra versione di cui parliamo non rifugge la tecnologia, ma usa iPad, mappe interattive e propone sfide pensate per essere vissute e immortalate con la fotocamera del telefono, mentre le squadre esplorano location meravigliose. Ogni percorso viene studiato nei minimi dettagli, il ritmo calibrato perché nessuno si annoi e nessuno arrivi al traguardo stremato, con qualche colpo di scena inserito ad arte, perché un gioco prevedibile diventa noioso e chi si annoia non fa squadra con i colleghi.
Tutta l'esperienza è personalizzabile, e questo fa un'enorme differenza. Ci si può ispirare a un film, a un libro, alla storia stessa dell'azienda, a qualsiasi cosa faccia sentire i partecipanti protagonisti veri della giornata. L'iPad si usa per la navigazione, ma anche per distribuire gli indizi e restare tutti connessi, mentre la fotocamera cattura i momenti che poi confluiscono in un video ricordo da condividere con tutta l'azienda.
Vista da fuori, una caccia al tesoro sembra puro divertimento, e in effetti lo è, ma sotto la superficie si nasconde un vero e proprio lavoro di problem solving. Le squadre devono dividersi i compiti, fidarsi del giudizio altrui sotto pressione e comunicare in fretta con il cronometro che corre: competenze che tornano utili in ufficio in qualsiasi industria o settore commerciale. Secondo una ricerca del Kenexa Institute, circa metà dei miglioramenti nella comunicazione aziendale nasce da interazioni sociali che esulano dalle strette mansioni lavorative, e il team building rientra proprio in questa categoria. Una caccia al tesoro 2.0 offre esattamente questo tipo di interazione, ma abbinata a un'attività davvero avvincente e non sotto forma di icebreaker forzato.

Anche la competizione, se ben gestita, dà una marcia in più. Spinge le persone a mettersi in gioco, rende le decisioni più rapide.
L'abbiamo provata di persona!
Le cacce al tesoro fanno parte del nostro repertorio fin dal primo giorno di attività, e negli anni le abbiamo perfezionate fino a renderle esattamente ciò che i clienti ci dicono di apprezzare di più: un'attività davvero utile per il lavoro di squadra, capace allo stesso tempo di regalare una giornata fuori dall'ordinario. Il risultato, del resto, cambia poco da una prenotazione all'altra: squadre agguerrite, strategie a dir poco improbabili e tanto, tanto divertimento.
A un certo punto abbiamo deciso di provarla in prima persona. A luglio il nostro team è volato a Como per una giornata iniziata con una bella salita fino a un punto panoramico spettacolare, seguita dal pranzo, qualche brindisi per festeggiare i traguardi raggiunti dai colleghi, e poi il piatto forte: una caccia al tesoro con iPad, tre squadre, una mappa interattiva e sfide fotografiche e video legate ai valori della nostra azienda. Il percorso si è snodato tra i sentieri collinari fino a portarci nel centro storico di Como, trasformando l'intera città nel nostro campo da gioco. Abbiamo raccontato tutta la giornata nel dettaglio sul nostro blog, se vi va di scoprire anche la sessione di yoga e il relax in piscina che sono seguiti nel resto della giornata.
Provare per credere!
Prenotare una caccia al tesoro 2.0 significa vedere i propri colleghi scoprirsi a vicenda per la prima volta, discutere allegramente su un indizio e portarsi a casa una storia da raccontare. Roma, con i suoi strati di storia e i suoi angoli nascosti, è lo scenario perfetto per un'avventura come questa. Se esplorare la Città Eterna, abbinando tecnologia e lavoro di squadra, vi sembra l'idea giusta per la prossima uscita aziendale, contattateci e organizziamo insieme un'esperienza da ricordare!